Soprannomi etnici

Sabato 2 dicembre 2023

Si tratta degli appellativi che una comunità riconosce a quella vicina, connotandola o denotandola per qualche caratteristica generalmente condivisa. La dicitura completa, che viene introdotta da Bruno Migliorini (1948), è “soprannomi etnici e locali”. Essa viene preferita al calco dal francese blasone popolare, «non solo perché il motto che serve per il blasone è di regola esornativo o laudativo, il che avviene solo di rado col blason populaire, ma anche perché il motto è scelto da quelli stessi che lo porteranno, mentre le frasi motteggiatrici risalgono ai vicini». L’etichetta soprannome etnico riconduce l’oggetto di indagine nell’alveo dell’onomastica, più che in quello della paremiologia laddove venne inizialmente inserito da Pitrè (1880, 1910), sebbene la forma linguistico-testuale assunta dai soprannomi etnici possa essere formalmente un aggettivo o una filastrocca in rima, un sostantivo composto o un sintagma. Affinché si possa parlare di soprannome etnico è necessario che lo stigma colga un tratto saliente (lavorativo, alimentare, comportamentale, fisico, economico, ecc.) e che non si configuri come insulto generico.