Blasone popolare

Sabato 2 dicembre 2023

Calco italiano di blason populaire, coniato dal demologo siciliano Giuseppe Pitrè (1881), in occasione della recensione del volume di H. Gaidoz – P. Sébillot, Blason populaire de la France, Paris, Librarie Léopold Cerf, 1884. Sotto forma di epiteti, motti, facezie maldicenti, Pitrè pensò di sistematizzare in un’opera analoga, dal titolo ‘Blasone d’Italia’, in considerazione del fatto che nel Paese molteplici campanilismi secolari avevano originato nomee abbastanza stabilizzate. I dati siciliani, in assenza di un’opera unitaria e specifica, furono inglobati nella sua «Biblioteca delle tradizioni popolari» al vol. X, pubblicato nel 1880, terzo tomo dedicato ai Proverbi siciliani raccolti e confrontati con quelli degli altri dialetti d’Italia (al cap. LX. Nazioni, Paesi, Città). e al vol. XXIII, uscito nel 1910, dedicato a Proverbi, motti e scongiuri del popolo siciliano (al cap. XXVI. Paesi, Città). L’etichetta ha avuto più successo rispetto alla proposta miglioriniana di soprannomi etnici, tanto da essere lemmatizzata in G.L. Beccaria, Dizionario di linguistica e di filologia, metrica e retorica, 1994, con una voce compilata da Tullio Telmon che rimanda al suo primo impiego francese da parte del folklorista Eugène Rolland.